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Provincia Autonoma di Trento - Bonifiche siti inquinanti

 
 
 
 
 
 

La storia

Foto Area Sloi

Descrizione  

L’attivitÓ industriale esercitata nell’area, a partire dall’inizio degli anni 40 fino al 1978, dalla SLOI S.r.l. era preordinata alla produzione di miscele antidetonanti per benzine. Il prodotto commerciale era costituito da piombo tetraetile, dibromoetano e dicloroetano. Nel periodo 1944-47 come produzione esclusiva e dal 1947 in poi come lavorazione secondaria, fu prodotto ipoclorito di sodio con utilizzo di cloro, soda e mercurio.

L’attivitÓ dello stabilimento venne fermata dal Comune di Trento dopo un incendio sviluppatosi, in occasione di un temporale, al deposito di sodio, che provoc˛ un forte allarme in tutta la cittÓ nella notte del 18 luglio 1978.

Dopo la chiusura dello stabilimento la prima indagine sulla qualitÓ dei terreni fu condotta nel corso del 1982 e presentata a Trento nel 1983 al Convegno "Rischi per la salute derivanti dall’uso di piombo tetraetile".

In quell’indagine, per una serie di circostanze, non venne rilevata la presenza di piombo tetraetile. La conseguente proposta di intervento prevedeva di edificare l’area previa ricopertura con qualche decimetro di materiale argilloso.

La seconda indagine sull’area venne effettuata nell’aprile del 1987 con particolare riguardo ai fabbricati. Si riscontr˛ del Pb tetraetile nei materiali, ma non si esperirono ulteriori indagini sulla contaminazione del terreno.

La terza indagine fu realizzata nel settembre del 1987, sulla base dello studio precedente, e riguard˛ principalmente la possibilitÓ di demolizione e smaltimento dei manufatti esistenti nell’area. Fu individuata, anche se non quantificata, la presenza di piombo tetraetile nel suolo in profonditÓ. Da ci˛ discese una seconda ipotesi di bonifica da realizzare mediante la costituzione, in una ristretta area della zona, di una discarica del materiale inquinato da piombo.

Nel 1990 una quarta perizia, del prof. Campello dell’UniversitÓ di Verona, esprimeva perplessitÓ in ordine alla realizzazione della discarica in situ e poneva l’accento comunque sulla criticitÓ delle opere di demolizione.

Sulla base di quest’ultimo studio la Commissione per la tutela dell’ambiente dagli inquinamenti della Provincia autonoma di Trento nel giugno 1990 deliber˛ di richiedere alla proprietÓ dell’area l’elaborazione definitiva di un progetto di bonifica secondo le linee guida espresse nella perizia del prof. Campello.

TIM e MIT

Negli anni successivi si assistette a passaggi di proprietÓ dei terreni, e quindi alla mancanza di interesse per l’utilizzo dell’area, sinchÚ nel febbraio del 1994 la nuova proprietÓ (TIM S.r.l.) formul˛ una proposta di piano d’indagine nella previsione della realizzazione di un complesso residenziale. L’indagine, realizzata tra il 1994 e il 1995, individu˛ per la prima volta con buona approssimazione la natura e l’entitÓ della contaminazione dei suoli.

Nel maggio del 1996 l’Azienda provinciale per i servizi sanitari, sulla base di una consulenza fornita dalla facoltÓ di Scienze dell’UniversitÓ CÓ Foscari di Venezia, poneva l’attenzione sulla situazione ambientale dell’area ex SLOI. La consulenza citata, nel riconoscere la completezza e l’accuratezza delle indagini effettuate e la sostanziale stasi della situazione degli inquinamenti, sottolineava la necessitÓ, comunque, di procedere ad una bonifica completa dell’area.

In data 5 agosto 1996, con ordinanza contingibile ed urgente n. 92699, il Sindaco del Comune di Trento ordinava ai legali rappresentanti delle societÓ proprietarie dell’area la presentazione di un progetto esecutivo di disinquinamento nel termine di novanta giorni.

Con ordinanza n. 8021 del 24 febbraio 1997, l’autoritÓ sindacale disponeva la proroga del termine nella misura di giorni 180 e contestualmente ordinava: "la presentazione di un progetto esecutivo per la demolizione dei fabbricati esistenti sull’area SLOI e la messa in sicurezza delle canalizzazioni interrate conferenti nella Fossa Armanelli".

Con ordinanza n. 38646 del 23 settembre 1997, il Sindaco del Comune di Trento ordinava ai rappresentanti legali della societÓ proprietaria dell’area l’esecuzione di una serie di misure per la messa in sicurezza dell’area (chiusura della strada, progetto di demolizione dei fabbricati, recinzione della fossa) e prescriveva la presentazione nel termine di 180 giorni del progetto di massima nel rispetto dei criteri guida per la bonifica elaborati dai proff. Giuliano Ziglio e Gianni Andreottola dell’UniversitÓ di Trento.

Con ordinanza n. 11071 del 16 marzo 1998, il Sindaco del Comune di Trento, rideterminando le scadenze delle ordinanze precedenti, disponeva il termine del 5 maggio 1998 per la presentazione del progetto di demolizione dei fabbricati, di messa in sicurezza delle canalizzazioni e del progetto di massima per la bonifica (secondo i "criteri guida" del documento Ziglio-Andreottola). Al punto 4 della citata ordinanza ricordava che i progetti dovevano essere presentati all’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente ai sensi dell’art. 77 bis del T.U.L.P. in materia di tutela dell’ambiente dagli inquinamenti.

In data 5 maggio 1998, con nota prot. n. 19504, il Comune di Trento comunicava che, con l’avvenuta presentazione da parte della societÓ TIM del progetto di bonifica per l’area SLOI era intervenuta l’ottemperanza all’ordinanza contingibile ed urgente n. 11071 del 16 marzo 1998.

In data 7 maggio 1998 il Comune di Trento, con nota prot. n. 19289 trasmetteva all'Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente e all’Azienda provinciale per i servizi sanitari il progetto definitivo di bonifica dell’area ex SLOI; successivamente il Comune di Trento con propria nota prot. 41217 del 29 settembre 1998, evidenziava una serie di punti critici del progetto stesso e prospettava l’opportunitÓ di iniziare il procedimento autorizzativo per poter richiedere le integrazioni necessarie.

In data 5 ottobre 1998 con propria nota prot. n. 41805 il Comune di Trento comunicava alle SocietÓ TIM e MIT l’invito a presentare nel termine di 10 giorni il progetto di bonifica dell’area ex SLOI e la richiesta di autorizzazione all’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente.

In data 9 ottobre 1998 il Settore tecnico-scientifico e dell’informazione dell’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente con propria nota prot. n. 1551/98-S303 rappresentava l’impossibilitÓ di inizio dell’iter autorizzativo in assenza dell’istanza del proponente; sottolineava comunque l’opportunitÓ di una valutazione preliminare del progetto da parte del Gruppo di lavoro.

In data 4 novembre 1998 la societÓ TIM, proprietaria dell’area, presentava domanda per la richiesta di autorizzazione al progetto di bonifica dell’area industriale ex SLOI.

In data 31 dicembre 1998 con lettera prot. n. 55750 il Comune di Trento esprimeva alla Provincia, ai sensi del comma 2 dell’art. 77 bis del T.U.L.P. in materia di tutela dell’ambiente dagli inquinamenti, il proprio parere.

Vero Ŕ che in data 29 gennaio 1999 la Giunta provinciale, con deliberazione n. 451, ridefiniva, in considerazione della complessitÓ dell’istruttoria tecnica, il termine del procedimento per l’autorizzazione della bonifica dell’area in misura di ulteriori 90 giorni a decorrere dal 2 febbraio 1999.

In correlazione con le sopracitate ordinanze sindacali l’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente, Settore tecnico-scientifico e dell’informazione ha promosso, in riferimento al progetto presentato, una complessa attivitÓ istruttoria che ha visto coinvolti:

- il Gruppo di lavoro sulle problematiche di Trento nord, istituito dalla Giunta provinciale nel 1994;

- l’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente, la quale ha a sua volta costituito un Gruppo di lavoro formato da tecnici ed esperti in rappresentanza dell’ARPA del Piemonte, dell’Emilia Romagna, della Toscana, della Liguria e della Valle d’Aosta, oltre che evidentemente all’Agenzia nazionale stessa e dell’Agenzia di Trento. A tale gruppo di lavoro ha partecipato anche una rappresentanza dell’Istituto Superiore di SanitÓ;

- il Centro di ricerca Battelle di Ginevra.

Da ultimo, con nota prot. n. 498/99-S303 di data 9 aprile 1999, l’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente, Settore tecnico-scientifico e dell’informazione ha posto al Ministero per l’ambiente un quesito in ordine all’applicabilitÓ della procedura di VIA nazionale al progetto presentato, con riguardo a quanto previsto dall’art. 1, comma 1, lett. i) del D.P.C.M. 10 agosto 1988, n. 377.

In data 23 aprile 1999 il Dirigente del Settore tecnico-scientifico e dell’informazione ha espresso parere ai sensi e per gli effetti dell’articolo 77 bis del TULP.

Con deliberazione n. 3445 di data 30 aprile 1999 la Giunta provinciale ha disposto di non accogliere la domanda di autorizzazione del progetto di bonifica dell’area industriale dismessa ex SLOI presentata dalla SocietÓ TIM Srl in data 4 novembre 1998.

Avverso la suddetta deliberazione n. 3445 di data 30 aprile 1999 le societÓ TIM e MIT hanno notificato in data 23 luglio 1999 ricorso al Tribunale regionale di giustizia amministrativa per l’annullamento.

NILUPA e BI.MA

Con ordinanza sindacale di data 17 dicembre 1996 n. 51236, veniva ordinato alla societÓ Nilupa S.a.s. proprietaria delle pp.edd. 1082/3 e 3069/2 in C.C. di Trento di presentare all’amministrazione comunale, nel termine perentorio di giorni 120, un progetto esecutivo di disinquinamento dell’area, previamente valutato ed approvato dall’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente, avente quale obiettivo prioritario la decontaminazione delle acque di falda.

Con ordinanza sindacale di data 10 marzo 1997 n. 10424 si ordinava alla Nilupa S.a.s. e alla BI.MA. Immobiliare S.n.c., in qualitÓ di proprietarie delle pp.edd. 1082/3 e 3069/2 in C.C. di Trento di presentare all’amministrazione comunale nel termine perentorio di giorni 120, un progetto esecutivo di disinquinamento dell’area di proprietÓ, previamente valutato ed approvato dall’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente, avente quale obiettivo prioritario la decontaminazione delle acque di falda.

Con ordinanza sindacale 6 novembre 1997 n. 46025 veniva disposta la proroga, a far data dal 9 luglio 1997, di giorni 240 del termine per la presentazione del progetto esecutivo di disinquinamento dell’area costituente le pp.edd. 1082/3 e 3069/2 in C.C. di Trento di proprietÓ delle societÓ sopra richiamate e veniva ordinato alle stesse di presentare entro tale termine il progetto di massima nel rispetto dei "criteri guida per la bonifica" indicati nel documento di consulenza dei proff. Giuliano Ziglio e Gianni Andreottola.

Con ordinanza sindacale di data 23 marzo 1998 n. 12369 veniva disposta ulteriore proroga, a far data dal 6 marzo 1998, di giorni 116, ovvero fino al 30 giugno 1998 per la presentazione del progetto di disinquinamento dell’area costituente le pp.edd. 1082/3 e 3069/2 in C.C. di Trento di proprietÓ delle ditte Nilupa S.a.s. e BI.MA. Immobiliare S.n.c..

Con ordinanza sindacale di data 17 luglio 1998 n. 30998 veniva disposta ulteriore proroga, a far data dal 30 giugno 1998 di giorni 92, ovvero fino al 30 settembre 1998 del termine per la presentazione del progetto di disinquinamento dell’area costituente le pp.edd. 1082/3 e 3069/2 in C.C. di Trento.

Con ordinanza sindacale di data 5 novembre 1998 n. 46971 veniva disposta la proroga, a far data dal 30 settembre 1998, di giorni 122, ovvero fino al 31 gennaio 1999 dal termine della presentazione del progetto di disinquinamento dell’area sopra pi¨ volte citata.

In data 19 marzo 1999 le ditte ditte Nilupa S.a.s. e BI.MA. Immobiliare S.n.c. presentavano all’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente il "Progetto di massima per la bonifica della sub-area costituente le pp.edd. 1082/3 e 3069/2 in C.C. di Trento, ai fini di ottenere l’autorizzazione ai sensi dell’art. 77 bis del Testo unico delle leggi provinciali in materia di tutela dell’ambiente dagli inquinamenti, cosý come modificato dall’art. 57 della L.P. 11 settembre 1998, n. 10.

In data 30 marzo 1999 non nota prot. n. 451/99-S303 veniva comunicata l’attivazione del procedimento amministrativo da concludersi, fatte salve eventuali sospensioni, entro 90 giorni dalla data di presentazione della domanda, vale a dire entro il 17 giugno 1999.

In correlazione con il procedimento l’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente, Settore tecnico scientifico e dell’informazione, ha promosso un’attivitÓ istruttoria che ha visto coinvolte l’Azienda provinciale per i servizi sanitari, il Servizio acque pubbliche e opere idrauliche, il Servizio Geologico ed il Settore laboratorio e controlli.

Al fine dell’esame istruttorio Ŕ stato inoltre richiesto parere, ai sensi del comma 2 dell’art. 77 del Testo Unico delle leggi provinciali in materia di tutela dell’ambiente dagli inquinamenti al Comune di Trento, che ha risposto con nota di data 17 maggio 1999, prot. n. 22314.

E’ stato inoltre formulato, con nota di data 9 aprile 1999 prot. n. 498, al Ministero dell’Ambiente, un quesito in ordine all’assoggettabilitÓ alla procedura di V.I.A. nazionale degli impianti di ossidazione dei composti organici del piombo.

In data 21 maggio 1998 con nota prot. n. 722/99-S303 il Dirigente del Settore tecnico scientifico e dell'informazione dell’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente ha espresso un parere in ordine al progetto.

Con deliberazione n. 4797 di data 11 giugno 1999 la Giunta Provinciale ha disposto di approvare quale progetto preliminare preordinato alla stesura di un progetto definitivo, l’elaborato presentato dalle societÓ Nilupa S.a.s. e BI.MA. Immobiliare S.n.c. in data 19 marzo 1999.

 
 
 
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